Terminologia, Estratto da verbale riunione del 28 ottobre 2015

Prendendo in considerazione la classificazione teleologica di Jerome Blanc, il gruppo RetiCS ha osservato che in alcuni circuiti si cercano principalmente effetti di ‘complementarietà’ (v. utilizzo contemporaneo, circolazione parallela) alla moneta ufficiale  pur mantenendo finalità anche di tipo ‘comunitario’. Tuttavia, Jerome Blanc utilizza il termine ‘complementare‘ per circoscrivere quelle esperienze che hanno finalità prevalentemente economiche, e il gruppo RetiCS condivide in prevalenza questo tipo di interpretazione. Il concetto di moneta ‘locale’ è stato messo in discussione poiché troppo inflazionato ed utilizzato spesso a fini di propaganda politica (ad es. anti-europeista – vedi leghismo in Italia). Il termine ‘alternativo’ invece può essere usato per indicare tutti quei circuiti che non adottano valuta ufficiale in corso forzoso, a prescindere dalle finalità di tali progetti, appunto per sottolineare la possibilità di usare alternativamente i diversi tipi di monete o i diversi circuiti di scambio e di credito in relazione alle differenti finalità perseguite.

L’impiego del termine ‘Community Currency’ (traducibile in “sistema di scambio comunitario“) ha ragioni storiche legate innanzitutto ai primi circuiti LETS degli anni ’80 che avevano una natura essenzialmente ‘sostitutiva’ alla valuta ufficiale al fine di ottenere tipi di relazioni sociali molto diverse da quelle dominanti nel mercato. In accordo con la classificazione di Jerome Blanc, si conferma dunque l’utilizzo del concetto ‘comunitario’ e dunque di ‘sistemi di scambio comunitario’ in quanto si intende sottolineare prioritariamente:

  1. finalità civili degli aderenti al circuito,
  2. la natura non principalmente lucrativa dei progetti,
  3. una gestione democratica e comunitaria del circuito.

Il gruppo RetiCS conferma tale scelta terminologica, intendendo occuparsi prevalentemente di sistemi di scambio con finalità sociali ed economiche di tipo ‘comunitario’.

Il gruppo RetiCS intende inoltre evidenziare che nei circuiti aventi fini comunitari  il “mezzo di scambio” non viene  ad avere valore economico in sé (caratteristica fondamentale per definirsi “valuta”). Dunque l’utilizzo del concetto “mezzo di scambio” intende escludere per la maggior parte degli aderenti a Retics anche la funzionalità di “strumento di riserva di valore” (cioè la capacità di poter essere produttivo di interesse) che sempre secondo gli approcci prevalenti è una caratteristica fondamentale di definizione delle “monete ufficiali”.

Da qualcuno è stato sollevata tuttavia l’obbiezione che è il tipo di valore o potere  veicolato dai diversi tipi di moneta a qualificarne principalmente le valenze sociali (e può trattarsi di un valore / potere impersonale, anonimo e omni-fungibile o, viceversa, di un valore / potere personale o “al nominativo” e indirizzato al perseguimento di obiettivi specifici, a seconda del tipo di monete sviluppato). E’ stato suggerito anche che per affrontare i problemi posti dalla crisi attuale si dovrebbe prospettare non una riduzione ma un ampliamento delle funzioni svolte dalle monete alterantive, arrivando a prefigurare anche una funzione di accantonamento a fini previdenziali senza interessi e senza inflazione, per mettere in discussione finalmente il monopolio esercitato nella raccolta dei fondi pensione dai sistemi finanziari speculativi o orientati alla crescita incessante di denaro.

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