LE ORIGINI

Il progetto Retics nasce nel 2013 da una duplice constatazione. In primo luogo che anche in Italia si stavano sviluppando ormai numerosi sistemi di scambio e credito comunitario, in parte animati da finalità ed obbiettivi differenti ma comunque ispirati da ideali solidali ed ecologici.  Soprattutto, l’aggravarsi della crisi sistemica in corso rendeva necessario il superamento delle perduranti tendenze alla frammentazione e  divisione che si verificano anche nei movimenti di base che cercano di perseguire finalità di cambiamento economico sociale di tipo emancipativo.

Ci si propose allora di aggregare ricercatori e attivisti, esperti sui diversi tipi di monete alternative e militanti nel mondo delle economie solidali ed ecologiche, per dare avvio alla costruzione di un luogo di riferimento nazionale che tenesse conto delle diverse esperienze pratiche ed anche delle elaborazioni teoriche presenti nel nostro paese, sulla base delle quali confrontarsi, condividere buone prassi, aiutarsi reciprocamente e dare un sostegno a nuove iniziative nel campo delle relazioni di scambio mutuale, monetario e non monetario.

In particolare hanno condiviso il progetto RetiCS ricercatori e attivisti impegnati nell’Associazione Decrescita, nella Rete Italiana di Economia Solidale, nella Finanza Etica e Mutuale e nel mondo dell’associazionismo di base, oltre a promotori di diverse esperienze di scambio e credito comunitario e mutuale. Si trattava di esperienze diverse per gli strumenti adottati ed in alcuni casi anche per gli obiettivi perseguiti. Alcune di queste esperienze erano già in parte esaurite, come il Susino sperimentato in Val di Susa e il Billy di  Fano, altre sono ancora in via di sviluppo come il progetto BUS del Distretto di Economia Solidale di Reggio Emilia, la Rete di Muto Credito, radicata principalmente  in Romagna, il Fido, attivato da poco nel DESBRI (Distretto di Economia Solidale della Brianza).

SVILUPPI RECENTI

Il venir meno di alcune esigenze di cooperazione e l’insorgere di punti di vista diversi, principalmente in relazione al tipo di aperture da mantenere nello scambio di informazioni e conoscenze (gratuite o a pagamento, esclusive o da condividere anche in presenza di obiettivi e finalità differenti), ha portato alla defezione di alcuni aderenti e alla riformulazione delle finalità dello stesso progetto Retics. Per evitare il pericolo di identificazione del progetto con qualche esperienza particolare, così come i problemi che potevano sorgere in termini di rappresentanza delle diverse esperienze e soggettività coinvolte, si è preferito conferire allo stesso progetto Retics le caratteristiche principali di un progetto di ricerca finalizzato alla promozione della prospettiva dei sistemi e delle reti di scambio comunitarie in termini generali.

L’obiettivo di fondo rimane principalmente quello dello sviluppo di una cultura volta a relazioni di scambio e di credito senza interessi e rendite di tipo monetario. E il gruppo ricerca Retics non intende avere comunque finalità di profitto, ma mira a condividere in maniera partecipata e volontaria conoscenze, informazioni e programmi informatici.

IL CARATTERE APERTO

In quanto orientato ad attività di ricerca e promozione culturale il progetto Retics rimane aperto a:
– persone e associazioni interessate al tema dello sviluppo di sistemi di scambio e credito “alternativi”: comunitari, locali, complementari;
– referenti di esperienze comunitarie di scambio e credito mutuale in atto;
– referenti di progetti di scambio e credito di tipo comunitario e mutuale in fase di progettazione.

Le funzioni condivise e gli obbiettivi pratici di RetiCS sono in particolare:

  1. l’offerta di competenze e professionalità scientifiche, progettuali e operative, a vario livello ed in diversi ambiti (in genere a titolo gratuito) al fine di aiutare chi intende sviluppare strumenti di scambio e credito mutuale sul proprio territorio;
  2. l’organizzazione di attività di ricerca e culturali con l’obiettivo di operare a livello formativo e informativo, proponendo momenti di incontro e approfondimento sull’argomento dei sistemi di scambio e credito mutuale, al fine di far conoscere le pratiche esistenti e stimolare la nascita di nuove iniziative;
  3. essere un punto di riferimento per lo scambio di esperienze e competenze;
  4. supportare lo studio e la ricerca nel settore dei sistemi di scambio e credito comunitari.